Appunti a margine del primo appuntamento di “Giovani del Mediterraneo”, un pomeriggio di ascolto per disegnare la Taranto del futuro.
Tanto spesso, a Taranto, si parla della necessità di rovesciare la narrazione. Di smetterla di focalizzarsi sempre e solo sui fatti negativi (li sappiamo a memoria) e di cominciare a raccontare un po’ anche il bello e il buono che c’è. Questi giorni di Giochi del Mediterraneo, tanto attesi e finalmente arrivati, ci stanno raccontando questo. Una città che non ha dimenticato le proprie ferite e i propri molti handicap, ma che ha una grande voglia di guardare al futuro con speranza.
Per molti anni abbiamo puntato il cannocchiale verso questo 2026 come ad una famigerata pietra miliare, come la data a partire dalla quale avremmo iniziato, finalmente, a vedere una Taranto diversa. Già, ma ora che quella scadenza è finalmente giunta, come vogliamo immaginare il futuro da qui in avanti?

È nata da questa domanda, e dall’incontro di una serie di realtà giovanili, l’idea di un evento in cui provare a disegnarlo, questo futuro, raccogliendo idee per la Taranto che vorremmo.
Parlavamo di rovesciare la narrazione, e quale luogo comune più insidioso da sradicare se non quello per cui Taranto sarebbe una città senza giovani? Peggio ancora, senza giovani disposti ad interessarsi della città! Eppure, alle volte, basta così poco. Basta un invito, un passaparola, la promessa di tempi di ascolto uguali per tutti e, a corollario, un po’ di buona musica dal vivo (grazie ad Ambidestro, Stefan Quinto e Francesco Cavallo!) e e un panino da condividere. E allora le idee vengono fuori e l’entusiasmo riprende vigore.
È così che è andato il primo appuntamento dal titolo “Giovani del Mediterraneo”, che ha visto alcune decine di giovani tarantini scegliere di trascorrere una torrida domenica pomeriggio di fine agosto a mettere nero su bianco i propri sogni e i propri progetti per il futuro della città. Un evento nato dall’incontro fra La voce delle Cheradi, Startnet Youth, Tracce e Tardevents, con l’indispensabile sostegno della parrocchia Santa Famiglia/Oratorio ANSPI Salinella che, mettendo a disposizione i propri spazi, ha garantito la riuscita della serata.
Quello che ne è venuto fuori lo potrete leggere nelle diapositive sotto. Si tratta di spunti, che andranno sviluppati in futuri appuntamenti, di mosto da trasformare, con sapienza e pazienza, in vino. Ma un seme è stato piantato. I frutti li coglieremo col tempo.
GLI ESITI DEI TAVOLI









