Taranto, quando i giovani parlano

120 under 35 a Spazioporto per immaginare il futuro della città

Ogni qual volta ci si interroga sul futuro di Taranto e sui suoi problemi, nelle numerose tavole rotonde frequentate esclusivamente da over 50, tutti concordano sulla drammatica assenza dei giovani nel tessuto sociale cittadino. Ed è senz’altro innegabile che sia così. Tantissimi, dopo il diploma, abbandonano la città per studiare o lavorare fuori e, spesso, non fanno più ritorno. Ma cosa accadrebbe se invece di piangere sul latte versato si cercasse di radunare ed ascoltare quei giovani che, invece, a Taranto nonostante tutto ci sono, o perché restati o perché tornati dopo un periodo fuori?

Qualcuno ci ha provato. E ci è riuscito.

Stiamo parlando di Will Media, realtà giovane (nata nel 2020) che in pochi anni si è affermata come una delle voci più ascoltate nel panorama dell’informazione formato social. Dal 2023 Will gira l’Italia con il progetto Future4cities, che mira ad interrogarsi, appunto, sulla direzione di sviluppo che le nostre città stanno intraprendendo.

La tappa tarantina di Future4cities ha radunato allo Spazioporto 120 under 35 attorno ad un’unica domanda: come immagini Taranto fra dieci anni? Dai cinque tavoli di lavoro si è levata pressoché unanime una richiesta: più trasporti e soprattutto più università. Il vissuto comune di molti dei partecipanti, infatti, ha raccontato di come mettendo il naso fuori da Taranto ci si renda conto di quanto città spesso più piccole e con meno potenziale abbiano cambiato il proprio destino investendo sulla formazione. Una presa di coscienza che spinge a gridare: perché noi no? Perché dobbiamo accontentarci di un’offerta così ristretta e per di più spesso vittima di gravissimi disagi, come accade per gli studenti di Economia?

Non si tratta, beninteso, di spunti di riflessione sconvolgenti, eppure non si può fare a meno di notare che l’agenda emersa dai tavoli di lavoro allo Spazioporto non collimi granché con quelle che negli ultimi tempi sembrano essere le priorità del dibattito cittadino, tutto impegnato dal grande interrogativo sulla gestione futura dello stadio (questione senz’altro interessante, ma che altrettanto certamente non determinerà i destini futuri della città).

Ma il valore che una serata come quella del 24 giugno assume, in una città delusa e scoraggiata come Taranto, va anche al di là di quelli che sono i temi emersi. Ciò che è davvero venuto fuori è che c’è una retroguardia di resistenti che non ha alcuna intenzione di lasciar morire questa città e che non vuole lasciarsi vivere, ma intende partecipare attivamente per contribuire ad un cambiamento di prospettiva. Sarebbe, forse, il caso che la politica locale alzasse le antenne sull’argomento…

P.S. Durante l’evento sono anche stati presentati i risultati di un sondaggio commissionato da Will a YouGov espressamente per questa tappa di Future4cities, con risultati a volte sorprendenti. Se vuoi saperne di più, segui domani il nuovo episodio del nostro podcast “Le voci delle Cheradi”. Ospite di puntata Paolo Bovio, managing director di Will Media.

Author: Alessandro Greco

Docente di Italiano e Storia e giornalista pubblicista. Dal 2015 collabora con "La Vita in Cristo e nella Chiesa", fra le più autorevoli riviste italiane di liturgia, con contributi principalmente sul mondo giovanile e sulla Letteratura (con articoli tradotti all'estero). In passato ha scritto per Nuovo Dialogo e soprattutto per il CorrierediTaranto.it, per il quale è stato prima cronista sportivo e poi cronista politico, sino al 2022. Ha collaborato brevemente anche con "L'Edicola del Sud". È co-autore del documentario in dieci puntate "Taranto, la città nella città - Guida ai vicoli per tarantini distratti (e turisti curiosi)".

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