Fra i consiglieri più suffragati moltissimi nomi già noti. E nel centrosinistra almeno 1600 elettori non hanno scelto Bitetti…
Sì, lo sappiamo, la citazione al Gattopardo ormai fa parte di quelle talmente abusate da essersi praticamente consumata, divenuta traslucida alla stregua di un qualsiasi modo di dire. Il fatto è, però, che risulta davvero difficile trovare una sintesi migliore per questo primo risultato elettorale. Perché a contendersi il governo cittadino nel ballottaggio dell’8 e 9 giugno ci saranno, in buona sostanza, le stesse persone che in fasi diverse hanno sostenuto l’amministrazione precocemente scomparsa.
Bitetti e Tacente: il centrosinistra che per due volte portò Melucci a Palazzo di Città e il centro (ma anche sinistra, ma anche destra) che lo ha sostenuto nell’ultimo scorcio di consigliatura, prima dell’inevitabile epilogo.
Ma soprattutto, scorrendo i risultati delle preferenze (e, quindi, facendosi un’idea della prossima composizione del consiglio comunale) ci si rende conto che il bacino di voti è saldamente in mano a pochi nomi, sempre gli stessi. Hanno raccolto più di mille preferenze:
- Mattia Giorno, PD (2249 voti); alla prima candidatura ma forte di un passato da assessore con Melucci e poi di consigliere personale di Michele Emiliano in Regione, candidato più suffragato in assoluto, l’unico ad aver superato le 2000 preferenze;
- Enzo Di Gregorio, PD (1916 voti); più volte consigliere comunale nonché consigliere regionale in carica;
- Giampaolo Vietri, Fratelli d’Italia (1555 voti); più volte consigliere comunale;
- Adriano Tribbia, Prima Taranto (1460 voti); già consigliere comunale e assessore con Melucci;
- Massimiliano Di Cuia, Forza Italia (1362); coordinatore provinciale del partito, già consigliere comunale e consigliere regionale in carica;
- Lucia Grotto, Prima Taranto (1313); alla prima esperienza diretta, ha fatto campagna elettorale con il cognome del marito Mimmo Ciraci, già consigliere comunale e assessore con Melucci;
- Lucio Lonoce, PD (1306 voti); già assessore, più volte consigliere comunale e Presidente del Consiglio Comunale;
- Tiziana Toscano, Fratelli d’Italia (1243 voti); vicepresidente del Consiglio Comunale nella passata consigliatura;
- Luana Riso, PD (1159 voti); già assessore con Melucci e membro della segreteria provinciale del PD;
- Alexia Serio, PD (1125 voti); membro della segreteria provinciale del PD;
- Gianni Liviano, Demos (1105 voti); più volte consigliere comunale nonché già consigliere regionale;
- Massimiliano Stellato, Patto Popolare (1100 voti); più volte consigliere comunale nonché consigliere regionale in carica;
- Stefano Panzano, PD (1100 voti); membro della segreteria provinciale del PD;
- Virginia Galeandro, PD (1061 voti); avvocato;
- Francesco Battista, Prima Taranto (1057); coordinatore della Lega, già consigliere comunale;
- Carmen Casula, Prima Taranto (1000 voti); più volte consigliera comunale.
A questi si deve poi aggiungere che molti dei più suffragati nelle liste che appoggiano Bitetti e Tacente e che potrebbero avere, quindi, un seggio anche con meno preferenze sono anch’essi consiglieri o assessori uscenti (Antonio Lenti, Vittorio Mele, Francesco Cosa, Salvatore Brisci, Gianni Azzaro, Vito Luigi Agrusti, Michele Mazzariello).
Cosa ci dice questo risultato?
Uno: che forse tutta questa voglia di cambiamento non c’era. O, se c’era, nessuna proposta è stata abbastanza convincente da intercettarla (pensiamo alla coalizione civica di Mirko Di Bello, che ha iniziato il proprio percorso costituente-elettorale addirittura nel 2022).
Due: che i singoli sembrano contare più dei partiti, tanto da raccogliere voti indipendentemente dalla lista e perfino dallo schieramento con il quale si propongono agli elettori.
Tre: che ci aspettiamo una generale continuità dell’azione amministrativa almeno sui grandi progetti, visto che il nuovo Consiglio Comunale sarà pieno di chi li ha proposti, scritti e votati negli anni scorsi.
Quattro: che anche se l’astensione è in leggero calo, non si può essere soddisfatti che il 44% dei tarantini se ne sia stato a casa. E, dunque, che il prossimo sindaco dovrà fare un bagno di umiltà e capire che in qualsiasi caso non godrà dell’appoggio della maggioranza assoluta dei tarantini; quindi, farebbe bene ad entrare a Palazzo di Città in punta di piedi e, possibilmente, a rimanere in questa scomoda posizione per tutta la durata del mandato.
Cinque: che nonostante ben 4465 cittadini abbiano espresso il proprio voto solo per il candidato sindaco, senza esprimere una preferenza per una lista, sia Bitetti che Tacente hanno totalizzato meno voti delle liste che li appoggiavano, segno di una presenza cospicua del voto disgiunto. Nel centrosinistra, in particolare, si avvertono pesantissimi mal di pancia. Almeno 1600 elettori della coalizione, infatti, hanno votato per un candidato sindaco diverso da Piero Bitetti… Che cosa significherà questo negli equilibri di una futuribile amministrazione Bitetti, è facile da intendere.
Insomma, la consigliatura verso cui ci si affaccia sembra somigliare tantissimo a quella appena conclusa. Ma magari ci sbagliamo noi…
