Tutto ciò di cui si è parlato in Consiglio Comunale (A PARTE L’ILVA)

Parcheggi, città vecchia, Torre d’Ayala: parliamo di tutto ciò che, come sempre, è passato sotto silenzio.

Ci risiamo. È la storia della nostra vita. La città è impegnata a districarsi fra mille questioni ma, come al solito, rimane imbrigliata attorno alla grande industria.

Provate a cercare qualche notizia di quali siano stati i temi discussi lunedì in consiglio comunale, riunito per la prima volta in modalità Question Time: quasi tutti i risultati punteranno alla questione dell’AIA all’ex-Ilva. E siccome siamo stanchi che il mostro d’acciaio fagociti anche le energie e le attenzioni politiche, oltre alle potenzialità di un territorio esageratamente martoriato, ci limiteremo a dire in due parole cosa si è votato, per poi passare finalmente a parlare d’altro. Perché c’è molto altro.

La mozione della consigliera M5S Annagrazia Angolano avrebbe voluto impegnare il sindaco e l’Amministrazione tutta a sostenere un ricorso amministrativo contro l’Autorizzazione Integrata Ambientale che, come noto, autorizza la produzione a carbone di sei milioni/anno di tonnellate di acciaio per i prossimi dodici anni. La maggioranza, con in testa il sindaco Bitetti, ha respinto la proposta, sostenendo che un ricorso amministrativo non avrebbe successo e votando, invece, un proprio testo alternativo in cui si formulano alcune richieste nei confronti del Governo (riduzione dei tempi dell’AIA, investimenti infrastrutturali e altro).

Questo è quanto. Ora parliamo del resto.

Palazzo d’Ayala, promesse di intervento

Palazzo D’Ayala

Qualcuno ricorderà il lungo approfondimento che avevamo realizzato sulla vicenda di Palazzo d’Ayala. La maggiore criticità che avevamo evidenziato, in quel progetto, era la trasformazione di alcuni dei saloni di rappresentanza del piano nobile in suite del futuro albergo.

Sulla scorta di quelle stesse critiche, ancora la consigliera Angolano aveva presentato una mozione per impegnare l’amministrazione a rivedere il progetto, per far sì che almeno il piano nobile possa restare fruibile alla cittadinanza, concentrando le camere d’albergo nelle ben meno pregevoli sale del secondo piano.

Alla consigliera hanno risposto l’assessore Lonoce, il RUP Zito e il vicesindaco Giorno, i quali, pur senza assumere un formale impegno a modificare il progetto (e sottolineando la complessità della procedura che ha condotto alla gara, partita addirittura nel 2018 e che ha coinvolto il Governo) hanno rassicurato circa la costante interlocuzione con la soprintendenza per tutta la durata del cantiere e anche nella successiva fase di affidamento della gestione della struttura, assicurando che l’accesso al piano nobile sarà garantito con modalità da definire. Una risposta che la consigliera pentastellata ha ritenuto soddisfacente al punto da ritirare la mozione prima che si andasse in votazione.

Torre d’Ayala, è ora di fare ordine

Torre D’Ayala

Una sorte simile ha avuto la mozione, presentata stavolta da Massimiliano Di Cuia (Forza Italia) avente ad oggetto l’omonima torre, recentemente trasferita dal demanio militare alla città insieme a tutta l’area dove è in corso di realizzazione lo stadio del nuoto per i Giochi del Mediterraneo. La torre, come è noto, non è al momento oggetto di riqualificazione e rappresenterà, purtroppo, un biglietto da visita niente affatto lusinghiero per gli atleti che si recheranno lì per le competizioni acquatiche. Il sindaco Bitetti ha risposto personalmente, confermando che purtroppo al momento non ci sono fondi per riqualificare la torre, ma che si sta provando a reperirli e che, nel frattempo, si sta già lavorando per intervenire sul decoro dell’area, che era stata purtroppo utilizzata anche come discarica abusiva.

Parcheggi, ci saranno novità in Città Vecchia?

Ben più articolata la discussione sulla mozione relativa al problema dei parcheggi, presentata ancora dal consigliere Di Cuia. Il tema è, infatti, quanto mai sensibile, specialmente perché la cittadinanza si sta accorgendo solo ora di quanto è già noto e deciso sin dal 2018, e cioè il tracciato delle nuove linee BRT. Il terrorismo psicologico sull’argomento non è cosa nuova, con la famigerata cifra di 2500 posti auto persi in città. Il sindaco Bitetti (a proposito, onore al merito per aver risposto personalmente in aula, non eravamo più abituati a questa cosa così banale) ci ha tenuto a rassicurare, e con lui l’assessore Patronelli, che l’amministrazione è al lavoro per reperire nuove aree dove realizzare parcheggi pubblici, sia a raso che multipiano. E se alcune non faranno particolarmente notizia (come il terreno abbandonato all’angolo fra via Abruzzo e viale Virgilio), sicuramente è destinata a far molto più discutere la prospettiva di ricavare posti auto in città vecchia attraverso azioni di “diradamento”. Il presupposto è il seguente: poiché non tutti gli edifici della città vecchia sono recuperabili (di alcuni non è rimasto quasi nulla), in alcune aree potrebbero essere ricavati spazi nel tessuto urbano, da usare se del caso anche come aree di parcheggio. Il punto è che una delle aree su cui si sta ragionando è alquanto sensibile dal punto di vista storico-archeologico, e cioè l’area di Scaletta Calò (nei pressi della chiesa di Sant’Agostino), interdetta da decenni e nella quale rientra anche il progetto di una nuova residenza universitaria. Siamo sicuri che il dibattito negli ambienti più attenti alla valorizzazione di queste aree sarà come al solito piuttosto feroce.

Numerose mozioni e atti d’indirizzo

Poiché questo era il primo Question Time di questa consigliatura, vi erano numerose mozioni e proposte accumulate che sono state approvate. Fra queste, candidatura al Nobel per la Pace dei bambini di Gaza, istituzione di un osservatorio per l’uso dei beni confiscati alle mafie, istituzione di un centro comunale di ascolto per malati oncologici e loro familiari, installazione di panchine dedicate all’allattamento, iniziative per la coesione sociale, divieto di attività venatoria nei pressi delle abitazioni a Talsano, Lama e San Vito e, soprattutto, opposizione al progetto di un dissalatore sul Tara.

Insomma, la politica cittadina ci tiene a far sapere di essere viva, vivissima. E oltre l’Ilva c’è di più. Molto di più.

A proposito, appuntamento al prossimo 20 ottobre per un consiglio monotematico sull’aeroporto di Grottaglie.

Author: Alessandro Greco

Docente di Italiano e Storia e giornalista pubblicista. Dal 2015 collabora con "La Vita in Cristo e nella Chiesa", fra le più autorevoli riviste italiane di liturgia, con contributi principalmente sul mondo giovanile e sulla Letteratura (con articoli tradotti all'estero). In passato ha scritto per Nuovo Dialogo e soprattutto per il CorrierediTaranto.it, per il quale è stato prima cronista sportivo e poi cronista politico, sino al 2022. Ha collaborato brevemente anche con "L'Edicola del Sud". È co-autore del documentario in dieci puntate "Taranto, la città nella città - Guida ai vicoli per tarantini distratti (e turisti curiosi)".

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