Taranto e il suo problema con le fontane

I futuri giochi d’acqua di Piazza Castello ispirano una riflessione sulla manutenzione delle nostre fontane. E qualche ricordo dei tempi andati

Per chi scrive è causa di malumore la notizia della realizzazione di giochi d’acqua nelle immediate vicinanze di Palazzo di Città. Questo, nell’ambito della risistemazione di piazza Castello, di cui è partita la gara d’appalto. L’impatto visivo che ne deriverà, con decine di getti che partiranno dal suolo, sarà senza dubbio di grande effetto. Ma il problema è che a Taranto fontane e giochi d’acqua non hanno mai avuto grande fortuna. Sarà una maledizione che si perpetua nei anni, servirà l’esorcista o quanto meno l’uso di sale benedetto per ogni opera andata in malora? È questa l’impressione! Gli esempi sono numerosi. tanto per non allontanarsi da piazza Castello, basti la fine ingloriosa dei giochi d’acqua che insistevano in Mar Grande (lato Municipio), voluti dalla giunta Di Bello ai primi del Duemila. Bellissimi e applauditissimi all’atto dell’inaugurazione, costarono 600mila euro (con fondi Por e cofinanziamento comunale) ma ebbero brevissima durata. Fu appurato l’eccessivo tasso di salinità di mar Grande faceva inceppare i macchinari che azionavano getti fino a farli diventare inutilizzabili. Il Comune affidò ad una ditta il compito di rimuovere e trasportare nell’ex mattatoio quel che restava dell’impianto, al costo di 50mila euro. Una fine misera per una realizzazione che, nelle intenzioni dell’allora sindaco Rossana Di Bello, avrebbero dovuto far assomigliare Taranto a Las Vegas e che però costituirono uno dei simboli più significativi del dissesto del bilancio comunale, di cui la città continua a pagare il conto.

Il problema è che a Taranto è alquanto carente la cultura della manutenzione, così da far andare in malora ogni realizzazione che… ha a che fare con l’acqua. Ricordiamo ancora la fine ingloriosa di laghetti e corsi d’acqua del parco delle mura greche, in via Venezia, andati fuori uso poco dopo l’inaugurazione per l’erosione delle condutture causata dall’acqua salmastra, estratta erroneamente dal sottosuolo. E vogliamo parlare delle vasche della concattedrale, dall’acqua stagnante e maleodorante sia per l’inciviltà di alcuni sia per il malfunzionamento dell’impianto di riciclo. Più volte segnalato anche l’abbandono della fontana di piazza Bettolo (mai entrata in funzione e spesso danneggiata dai vandali) così come del laghetto di villa Peripato, ormai da tempo prosciugato per l’inefficacia dell’impianto di riciclo delle acque.

Inoltre, ormai da tempo ci si è dimenticati della fontana nell’omonima piazza della Città Vecchia, opera dell’artista tarantino Nicola Carrino, il cui funzionamento, in verità, sin dall’inaugurazione non è mai stato soddisfacente. All’elenco va aggiunto il grazioso laghetto di pineta Cimino, fra le maggiori attrattive dell’oasi alle porte della città, da tanti anni anche questo prosciugato. Per ultima, in ordine di tempo, la “Fontana dei delfini” in piazza Immacolata, da anni inattiva. Meno male che recentemente il Comune è riuscito a rimettere in funzione la spettacolare “Rosa dei venti” in piazza Ebalia con i suoi getti altissimi, rimasta a lungo inattiva.

Con questi presupposti è facile immaginare cosa potrebbe accadere in piazza Castello con i giochi d’acqua. Forse sarebbe meglio farne a meno per evitare indecorose figure, preferendo far riemergere al loro posto le antiche chianche sottostanti, seppellite dall’asfalto, così come suggerito da Nello De Gregorio, storico della nostra città. Ci contiamo!

Per approfondire la vicenda della riqualificazione di Piazza Castello rivedi il nostro video in collaborazione con Nobilissima Taranto:

Author: Angelo Diofano

Giornalista pubblicista da 40 anni, è stato per circa trent’anni giornalista del 'Corriere del Giorno', storica testata tarantina non più in edicola, occupandosi di cronaca cittadina, tradizionali popolari, cultura e spettacoli. Ha collaborato con il periodico nazionale Bell’Italia, con Corriere del Mezzogiorno, Voce del Popolo, Corriere di Taranto e altre testate cittadine. Ha pubblicato diversi libri su storia locale e tradizioni popolari. Attualmente scrive per Buonasera24 e, da quarant’anni, per il giornale dell'Arcidiocesi di Taranto Nuovo Dialogo.

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