Un sogno di Ferragosto…

Palazzo degli Uffici giace ancora sotto le impalcature, simbolo di una città che ancora non ce la fa a riprendersi. Ma che non smette di sognare.

Un sogno di ferragosto, scaturito magari da una abbondante grigliata con gli amici , innaffiata da buon Primitivo, consumata sulla litoranea salentina. Ottima la compagnia con cui discorrere del prossimo campionato di calcio e, meno, delle vicende politiche che interessano la nostra città. Tutto bello e buono, anche se un po’ andato di traverso per il traffico convulso sulla via del ritorno: ma ci poteva stare! E con in bocca ancora il buon sapore dei fegatini, eccomi in via D’Aquino ad assistere a un evento straordinario: Palazzo degli Uffici (guai a chi si azzarda a chiamarlo ‘Palazzo Archita’!) finalmente libero dal telone, che ora giace accatastato sul marciapiede, che da troppi anni lo ha occultato alla vista dei tarantini. Lo storico edificio tra piazza della Vittoria e piazza Archita si erge in tutta la sua possanza e i tarantini non si stancano di ammirarlo. I colori delle facciate sono quelli originali, anche se un po’ sbiaditi dal trascorrere del tempo; nell’aria, un puzzo di chiuso che va pian piano sfumando nell’aria. E tanta gente ad accorrere sul posto, come per un grande evento: e come definire tale la “liberazione” del palazzo simbolo della città, dopo oltre venti anni di impalcature? L’accaduto sembra l’effetto di un atto di rivolta della cittadinanza, stanca di annunci a vuoto sulla riapertura. “Come sia sia, l’importanza è che ce lo siamo ripresi, anche se non hanno fatto i lavori”, è il commento più diffuso. Ma aveva senso tutto ciò? Quindi le saracinesche che si sollevano per la riapertura immediata degli esercizi commerciali di una volta. C’è anche il mitico Ugo che, riassunti i lavoranti di un tempo, aveva ripreso a sfornare i suoi inimitabili e gustosi panzerotti, come se tanto tempo non fosse trascorso invano. Perfino “La Sem”, anche se non nella collocazione originaria, aveva ripreso la sua attività, preparando gustosi bignè e caffè: donna Nunziatina, come sempre, alla cassa, omaggia gli avventori con la sua proverbiale amabilità, mentre a coordinare gli addetti al banco e alla produzione provvede il simpaticissimo consorte, don Ciccio Messinese, fondatore del popolare ritrovo . Incredibile, il trascorrere del tempo sembrava non aver lasciato tracce sul loro volto: eppure dovrebbero essere ultracentenari. Boh!

C’è anche animazione in galleria, pronta a ospitare mostre, mentre dalla scalinata, scendono i carabinieri ad accompagnare loschi personaggi ammanettati. Forse lassù il tribunale ha ripreso l’attività! Non ha senso tutto ciò: accusiamo giramenti di testa e lo stomaco è dolorante. Il ricordo dell’abbuffata di carne si fa vivo e ha i suoi effetti, tanto da far risvegliare dal sogno, di cui si ha contezza dopo qualche secondo. Palazzo degli Uffici, ovviamente, è ancora lì, circondato dalle impalcature e dai tanti annunci, l’ultimo dei quali riguarda l’avvio dell’intervento di tinteggiatura delle facciate entro quest’autunno. Poi toccherà alla risistemazione degli interni. Ce la farà la mia generazione a rivederlo a nuova vita? O ci dovremo accontentare di qualche altro… sogno!

Author: Angelo Diofano

Giornalista pubblicista da 40 anni, è stato per circa trent’anni giornalista del 'Corriere del Giorno', storica testata tarantina non più in edicola, occupandosi di cronaca cittadina, tradizionali popolari, cultura e spettacoli. Ha collaborato con il periodico nazionale Bell’Italia, con Corriere del Mezzogiorno, Voce del Popolo, Corriere di Taranto e altre testate cittadine. Ha pubblicato diversi libri su storia locale e tradizioni popolari. Attualmente scrive per Buonasera24 e, da quarant’anni, per il giornale dell'Arcidiocesi di Taranto Nuovo Dialogo.

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