‘Milano-Taranto’, quel rombo di passione

Torna la gran fondo di motociclismo, giunta alla 38ma edizione. Tutto il fascino di una corsa che negli anni ’30 e ’50 metteva a dura prova centauri e mezzi, diventando leggenda

Quel rombo che urla passione. Passione infinita. Passione su due ruote. Passione che ti prende le coronarie e t’incanta. Questa è la ‘Milano-Taranto’, la gran fondo di motociclismo che ha radici antiche. E tante tantissime storie da raccontare. E ti fa capire perché è leggenda.

Il motociclismo non è solo pista e carene e supermezzi e superpiloti e squadre. No, è anche fascino di strade da percorrere, moto da domare tra una curva e una ripida salita e qualche rettilineo da bruciare. E’ l’ardimento nell’affrontare l’impervio o semplicemente un paesaggio da gustare.

Arriva nel pomeriggio, alle 16, la 38ma edizione della rievocazione storica della ‘Milano-Taranto’. E come storia vuole il traguardo è sul Lungomare. Un traguardo che un paio di centinaio di centauri – fors’anche di più – saluteranno quale sfida vinta. Non importa la classifica, il tempo, la categoria: è importante esserci, tagliarlo quel traguardo, al termine della sesta tappa giungendo da Matera. Attraverso l’Italia, partendo nella notte tra il 6 e il 7 scorsi da Milano. Come storia vuole e impone.

Gli albori negli anni 1910 fino al 1925, per riprendere nel 1932 fino al 1936: Taranto non era però destinazione finale, perchè inizialmente la gran fondo coinvolse il Nord fino a Roma e successivamente a Napoli. Ah, senza dimenticare che allora si correva tutto d’un fiato: non c’erano tappe, ma solo gara a chi il traguardo lo tagliava per primo. Su strade al limite della praticabilità. Su moto certamente meno sicure. Ma con tanto coraggio, al limite dell’eroismo.

Nel 1937 la svolta. Fortemente inseguita e voluta proprio da un tarantino: Mario De Introna, che nel panorama del motociclismo nazionale era un dirigente di altissimo livello.

La prima edizione della ‘Milano-Taranto’ il 2 maggio di quell’anno. Fino alla quarta edizione (allora anche X Coppa Mussolini), nel 1940: il conflitto mondiale fermò poi tutto.

Si riprese a maggio del 1950, con la quinta edizione. Si proseguì sino al 1956 (11° edizione), perchè successivamente le corse di auto e moto su strada furono abolite: la tragedia alla ‘Mille Miglia’ automobilistica, nei pressi di Mantova (incidente in cui un equipaggio e 10 spettatori perirono), la motivazione.

Nel 1987, coltivando a lungo il sogno di rimettere in strada le due ruote, Franco Sabatini – assieme al Veteran Moto Club di San Martino in Colle, in provincia di Perugia – riesce a organizzare la prima rievocazione storica della ‘Milano-Taranto’. Naturalmente, una corsa a tappe, di regolarità: niente più d’un fiato dal capoluogo lombardo sino alla città dei due mari, in epoca moderna non sarebbe più possibile. Ma intatto resta il fascino. Un successo comunque. Grazie a un uomo che ha sempre creduto nella gran fondo. Nonostante Taranto si sia quasi sempre mostrata restìa non già nell’accoglienza di centauri e organizzatori (a questo ci pensano i motoclub locali e alcuni sponsor) quanto nel lasciarsi coinvolgersi, sostenerla, rendersi non solo ‘traguardo’ ma anche ‘co-protagonista’.

Franco Sabatini dal 2020 non c’è più, purtroppo: a proseguirne il lavoro la sua famiglia e i suoi amici del motoclub che oggi è intitolato a suo nome. Uomo poco amante dei riflettori, schivo il giusto, preferiva coltivare la storia di una corsa leggendaria ricostruendola e riproponendola giorno dopo giorno, nel pieno rispetto della storia e, lasciatevelo dire da chi l’ha conosciuto come chi scrive, di Taranto e dei tanti tarantini che al motociclismo, in passato, hanno dato tanto. Proprio come Mario De Introna, che della ‘Milano-Taranto’ ne è stato l’inventore, omaggiato dal compianto patron ma poco dalla sua città. Quei meravigliosi gingilli d’epoca romberanno ancora sul Lungomare. E Franco Sabatini ne sarà fiero da lassù. Perchè la leggenda continua

Fonte immagine: milanotaranto.com

Author: Marcello Di Noi

Giornalista pubblicista da oltre 30 anni, è stato a lungo collaboratore del 'Corriere del Giorno', storica testata giornalistica tarantina purtroppo non più in edicola, occupandosi di Sport e principalmente del Taranto, oltre che di pallavolo, contemporaneamente scrivendo per 'La Gazzetta dello Sport'. Ha poi diretto il mensile di cultura e spettacoli free press 'PiGreco', per poi passare a dirigere il quotidiano TarantOggi. Successivamente ha diretto la testata on line 'CorrierediTaranto'.

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