Ci mancheranno, questi Giochi del Mediterraneo

È finita la nostra piccola olimpiade. Con una grande eredità da custodire.

Avatar Alessandro Greco

Alla fine è giunto il 4 settembre. Il giorno dopo, il giorno che tutti aspettavano. Quello dei bilanci, delle eredità e delle speranze.

Ci mancheranno, questi Giochi del Mediterraneo. È una delle poche certezze, al termine della grande manifestazione. Ci mancherà soprattutto l’aria di festa che in questi giorni si è respirata in città, in particolare nei quartieri che hanno ospitato gli impianti. Ci mancherà vedere le squadre alle fermate in attesa delle navette, qualcuno con una mascotte in mano o una medaglia al collo. Ci mancherà vedere le folle sugli spalti di impianti che fino a pochi giorni fa nemmeno esistevano. Soprattutto, ci mancherà la sensazione di aver visto realizzarsi un sogno che stava per trasformarsi in un incubo.

Significa forse che è stato tutto perfetto? No, ma concedeteci: non oggi. Non è ora il momento di evidenziare problemi e aspetti perfettibili. Abbiamo tutta una vita per riempire le buche e sistemare le recinzioni. Non facciamoci trascinare in quello che è forse il vero sport nazionale, l’analisi della sconfitta. Perché, per una volta, non c’è nessuna sconfitta da analizzare.

I Giochi del Mediterraneo sono stati una grande vittoria. Non solo per la nazionale italiana, che ha frantumato il precedente record di medaglie, risalente a Bari ’97 (anche in quell’occasione alcune gare si disputarono a Taranto). E nemmeno solo per la città di Taranto e il suo territorio. Ci si lasci dire che i Giochi del Mediterraneo sono stati anche una vittoria per un Sud bistrattato che nonostante Serena Brancale (non ce ne voglia) stavolta è andato oltre la cartolina delle “signore sulle sedie” e ha dato prova di capacità organizzativa e di gestione dei fondi come al Nord non ci sono state (capito Milano-Cortina?).

Ma questi Giochi del Mediterraneo resteranno un bellissimo ricordo anche per un altro motivo. Perché finalmente – sonoramente – i professionisti della lamentela che troppo spesso sembrano essere la maggioranza della popolazione, complice il megafono dei social network, sono stati messi a tacere da folle festanti e volti felici. È vero, i Giochi del Mediterraneo non sono certo le Olimpiadi, ma è pur vero che le Olimpiadi le ospitano città che contano i propri abitanti in milioni. Per la nostra piccola grande Taranto, questi giorni sono stati davvero la nostra piccola olimpiade.

Non disperdiamone lo spirito.

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